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Direttiva “Casa Green”: cavalcare il megatrend

Data pubblicazione: 26 marzo 2024

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Rappresentazione visiva dell'articolo: Direttiva “Casa Green”: cavalcare il megatrend

Contenuto elaborato da AdviseOnly.com per Fineco Bank


IN BREVE

  • Bisogna intervenire sul settore edilizio per raggiungere gli obiettivi climatici europei.
  • Sarà un costo, ma anche una serie di opportunità in termini di investimenti.
  • La trasformazione dell’edilizia è un vero e proprio “Megatrend” che può essere cavalcato.


Serve adeguare le nostre case a nuovi standard di sostenibilità. E perché mai? Perché a quanto pare gli edifici sono al primo posto nella classifica degli “energivori”, cioè dei settori e delle attività che consumano energia. E, consumando energia, producono emissioni. Per il clima, e per gli ambiziosi obiettivi net zero dell’UE, non è proprio il top.

Esempio, per capirci. È tanto bello il casolare di campagna dei tuoi nonni, ma quanto spendono – e quanto consumano – per riscaldare tutti gli ambienti?

Direttiva “case green” al via: cosa cambia per le case degli italiani?

Tenuto conto di tutto ciò, a metà marzo il Parlamento Europeo ha definitivamente approvato l’Energy Performance of Buildings Directive (EPBD), la direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia1, che definisce un piano trentennale volto alla riduzione dei consumi energetici degli edifici. L’obiettivo, per tutti i Paesi membri, è un patrimonio edilizio a zero emissioni entro il 2050. Per diventare legge, la direttiva dovrà ora essere formalmente approvata anche dal Consiglio UE. Poi uscirà nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione ed entrerà in vigore. Ai 27 Stati membri, il compito di recepirla e applicarla.
Il testo prevede l’addio all’utilizzo di combustibili fossili nelle abitazioni: la messa al bando scatterà nel 2040, ma tieni presente che già a partire dal 2025 sarà vietata la concessione di sovvenzioni per caldaie autonome a combustibili fossili. In compenso, e come si può facilmente intuire, largo spazio agli impianti fotovoltaici o solari termici, non solo nelle nuove costruzioni ma anche negli edifici già esistenti.
Insomma, che ci piaccia o no dobbiamo migliorare le prestazioni energetiche delle nostre case. Tutto ciò andrà di pari passo con le altre politiche del pacchetto Green Deal2 che, forse ricorderai, è quel megapiano avviato dall’UE nel 2019 per fare dell’Europa “il primo continente a impatto climatico zero”.

Ma quanto ci costerà ristrutturare casa in chiave green?

In Italia, circa il 35% degli immobili risulta in classe G e il 25% in classe F3: non benissimo, visto che il punto massimo è la A. Per raggiungere i traguardi fissati dall’Europa, bisognerà mettere mano agli infissi, naturalmente alle caldaie, ma anche all’isolamento termico degli edifici, e ovviamente iniziare a immaginare l’installazione di impianti alimentati da energie da fonti rinnovabili.
Fabio Tonelli, coordinatore del gruppo di lavoro OICE (associazione di categoria aderente a Confindustria4) sul Superbonus, parla di un costo minimo medio di circa 40mila euro ad appartamento per passare da un’attuale classe G alla classe D, con intervento sull’involucro esterno (pareti, copertura e solaio sottostante al primo piano riscaldato), per un edificio tipo costruito negli anni Ottanta a circa 400 metri sul livello del mare, ipotizzando cinque piani fuori terra, con appartamenti della superficie media di circa 105 metri quadri. E si può arrivare a 60mila con un intervento più organico (infissi, caldaie e impianto fotovoltaico condominiale).

Che bisogno c’è di case più green?

I costi reali, poi, saranno tutti da vedere, così come gli incentivi e i vari supporti pubblici che verranno messi a disposizione. Nessun pasto è gratis, e lo stesso vale per l’adeguamento delle nostre case: non adeguarle sarebbe altrettanto costoso, seppure in altri termini. Pensa che la costruzione dell’85% degli edifici UE è antecedente al 2000 e tra questi il 75% ha un rendimento energetico insufficiente: nell’Unione Europea gli edifici sono responsabili del 40% del consumo finale di energia e del 36% delle emissioni di gas serra legate all’energia5, in un contesto globale in cui il comparto dell’edilizia e delle costruzioni è responsabile del 37% delle emissioni connesse all’energia6.

Ridurre le emissioni di gas effetto serra in ogni modo possibile e immaginabile è essenziale, perché la concentrazione delle emissioni nell’atmosfera peggiora il riscaldamento globale, e il peggioramento del riscaldamento globale peggiora gli effetti dei cambiamenti climatici. L’Accordo di Parigi siglato alla COP21 del 2015 prevedeva il contenimento del riscaldamento globale a +1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali, e indovina un po’? Ci siamo già arrivati: il mese di gennaio del 2024 è stato il più caldo di sempre, con un incremento della temperatura media globale di oltre 1,5 gradi Celsius rispetto ai livelli pre-industriali (1850-1900)7.

Costruire un nuovo futuro: opportunità e prospettive dell’“edilizia verde”

A parte il fatto che, come ti diciamo sempre, iniziando a investire il prima possibile puoi crearti, con l’ausilio della capitalizzazione degli interessi, un gruzzoletto che ti sarà utile per ristrutturare casa a tuo gusto senza problemi e senza affanni, la riconversione del patrimonio immobiliare in chiave “green” può creare tutta una serie di opportunità.
Esistono infatti fondi che investono in quella che oggi è nota come “edilizia verde”“green building” (o anche “bioedilizia”): pratiche di progettazione, costruzione, recupero e mantenimento che nel lungo termine fanno risparmiare soldi perché migliorano l’efficienza energetica, riducendo sensibilmente – per esempio – i costi per riscaldare il bel casolare dei tuoi nonni. Più efficienza, meno emissioni, e tutti ci guadagniamo.
E a proposito di guadagni: ha senso investire in un fondo tematico modellato sul green building? Sì, secondo il principio dei Megatrend.

Quegli investimenti tematici che mettono i portafogli in sintonia con il futuro

La trasformazione dell’immobiliare, dell’edilizia e delle costruzioni si trova oggi al punto di incrocio di importanti sviluppi sociali e tecnologici, noti appunto come “Megatrend”: un’evoluzione tecnologica impetuosa come non mai, una demografia che cambia, l’urgenza delle zero emissioni nette, una gestione più oculata delle risorse, a cominciare dall’acqua. E sotto i vari Megatrend tematici puoi individuare tutta una serie di temi di investimento, interessanti da cogliere perché possono mettere il tuo portafoglio in sintonia con l’evoluzione tecnologica e sociale e con le normative che, come la direttiva case green, spingono verso il futuro.

Selezionare le migliori opportunità

Nell’ambito dell’edilizia e nelle costruzioni, le strategie di investimento orientate alla sostenibilità ti mettono ragionevolmente al riparo dal rischio di una perdita di valore legata all’obsolescenza degli asset in portafoglio: del resto, per effetto dell’evoluzione dei materiali, delle tecnologie, delle normative e dei tentativi di accelerazione del percorso verso la neutralità climatica, i tempi dell’invecchiamento degli immobili si stanno giocoforza abbreviando.
Ma, come sempre, la selezione delle opportunità più promettenti non sarà semplicissima e richiederà un approccio studiato e attento a non farsi prendere dalle mode del momento.


1https://www.europarl.europa.eu/news/en/press-room/20240308IPR19003/energy-efficiency-of-buildings-meps-adopt-plans-to-decarbonise-the-sector#:~:text=On%2015%20December%202021%2C%20the,targets%20into%20binding%20European%20law.
2https://commission.europa.eu/strategy-and-policy/priorities-2019-2024/european-green-deal_it
3Stime ANCE
4https://www.oice.it/230521/chi-siamo
5https://www.consilium.europa.eu/en/infographics/fit-for-55-making-buildings-in-the-eu-greener/
6https://worldgbc.org/article/2023-advancing-net-zero-status-report/
7https://climate.copernicus.eu/warmest-january-record-12-month-average-over-15degc-above-preindustrial

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